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COME NELLE ANTICHE FIABE ottobre 12, 2014

Posted by marisadibartolo in Uncategorized.
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Che vorrà dire “Come nelle antiche fiabe”?

Si tratta solo il titolo del mio libro di poesie ultimo, finalmente arrivato.

E ora che è qui, non so a chi regalarlo, a chi spedirlo (venderlo non se ne parla proprio…dopo tutto vendere un libro di poesie non sarebbe un po’ come lascialo cadere in una pozzanghera? )

Ed ecco un piccolo campione:

Frutti d’un altro sole
Tornerai con la luna nuova
come lei attraverserai il cielo
e specchierà il mare
le tue ali di rondine oscura
porterai frutti d’un altro sole
e messaggi di luce
l’ardore di ignote latitudini
c’è un’isola che non saprò
se non nei tuoi occhi
intrepida amazzone
mi inoltrerò tra i tuoi idoli.

Non è ma.le. Eppure anche se la scrittura, l’arte in genere, mia e altrui, mi è di conforto, sono triste. E’ come se non accedesse nulla, o se aspettassi sempre che accadesse qualcosa. Che cosa?

Ho l’impressione che a volte qualcosa accada, solo che è difficile accorgersene. Ad esempio, mi  è accaduto dormendo di  sentire una voce che mi parlava. Naturalmente ho realizzato subito  che stavo sognando; infatti non poteva trattarsi che di un sogno. Eppure l’indomani ho dovuto capire che non era stato un sogno. Qualcuno era venuto a parlarmi, a dirmi cose che non capivo, come se fossero state dette in un’altra lingua, a voce bassissima. Qualcuno, come un essere immateriale, era venuto sino al mio letto, passando porte chiuse a chiave con due serrature. Non so come sia stato possibile, eppure è successo.

“Ci sono più cose in cielo e in terra, mio caro Orazio..”

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ottobre 12, 2014

Posted by marisadibartolo in Uncategorized.
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Che vorrà dire “Come nelle antiche fiabe”?

Si tratta solo il titolo del mio libro di poesie ultimo, finalmente arrivato.

E ora che è qui, non so a chi regalarlo, a chi spedirlo (venderlo non se ne parla proprio…dopo tutto vendere un libro di poesie non sarebbe un po’ come lascialo cadere in una pozzanghera? )

Ed ecco un piccolo campione:

Frutti d’un altro sole
Tornerai con la luna nuova
come lei attraverserai il cielo
e specchierà il mare
le tue ali di rondine oscura
porterai frutti d’un altro sole
e messaggi di luce
l’ardore di ignote latitudini
c’è un’isola che non saprò
se non nei tuoi occhi
intrepida amazzone
mi inoltrerò tra i tuoi idoli.

Non è ma.le. Eppure anche se la scrittura, l’arte in genere, mia e altrui, mi è di conforto, sono triste. E’ come se non accedesse nulla, o se aspettassi sempre che accadesse qualcosa. Che cosa?

Ho l’impressione che a volte qualcosa accada, solo che è difficile accorgersene. Ad esempio, mi  è accaduto dormendo di  sentire una voce che mi parlava. Naturalmente ho realizzato subito  che stavo sognando; infatti non poteva trattarsi che di un sogno. Eppure l’indomani ho dovuto capire che non era stato un sogno. Qualcuno era venuto a parlarmi, a dirmi cose che non capivo, come se fossero state dette in un’altra lingua, a voce bassissima. Qualcuno, come un essere immateriale, era venuto sino al mio letto, passando porte chiuse a chiave con due serrature. Non so come sia stato possibile, eppure è successo.

“Ci sono più cose in cielo e in terra, mio caro Orazio..”

Comunicare.. parlare a chi amiamo ottobre 11, 2014

Posted by marisadibartolo in Uncategorized.
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C’è una cosa che vorrei dire a chiunque – certamente per sbaglio- possa capitare di leggere questo blog, e questo articolo in particolare. Parlate!! comunicate! scrivete alle persone che vi sono care, contattatele, dite loro che le amate. Piuttosto esagerate, ma non tacete. Le persone che avete accanto si trattengono accanto a voi come ospiti, ma possono sparire in qualsiasi momento, a volte solo per un po’, a volte per sempre. Non perdete l’occasione di dir loro che le amate, se le amate. Anche se riuscite a dir loro che le amate una volta, vi pentirete di non averlo mille volte ripetuto. Perché così raro è l’amore, che la persona cui è indirizzato potrebbe non crederci, dovete convincerla, subissarla di espressioni d’amore. Parlare d’amore è facile, l’amore l’abbiamo dentro, dobbiamo lasciare che esca dal cuore come un fiume dalla fessura di una roccia. Anche se questo amore- che per forza di cose sarà in un primo tempo timido come un bambino che sa dire solo balbettare- non dovesse apparire credibile, non lasciatevi paralizzare, continuate a ripetere a chi amate che lo amate. Ci penserà in seguito, domani o dopodomani e tra diversi mesi, quando comincerà a capire che l’amore è una cosa rara, e che voi gli avete fatto un dono straordinario, un dono che forse non neppure ha meritato.
Questo non lo dico solo per me, ma per tutti. Perché per tutti viene il momento in cui ci rendiamo conto che siamo qui su questo pianeta per spargere intorno a noi effluvi d’amore come certi fiori spandono i loro semi, simili ad ombrellini che il vento porta lontano, in un altrove dove dolcemente planeranno per mettere nuove radici. Non attendiamo di essere in quell’ altrove per parlare d’ amore.