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gli animali pensano? febbraio 3, 2015

Posted by marisadibartolo in Uncategorized.
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Non sempre ci soffermiamo sull’ idea che davvero gli animali “pensino”. Conosciamo il loro sguardo: scintilla dai testi dedicati alla natura,dalle opere fotografiche di qualche avventuroso fotografo, o semplicemente dagli occhi dei nostri animali domestici. Ma…ci siamo mai chiesti se davvero gli animali abbiano “pensieri”? e se li hanno, come li formulano nelle loro strutture cerebrali, in quelle cellule piramidali che sappiamo possedere identiche alle nostre? alloggiano veri concetti e riflessioni nella loro mente? voglio dire: gli oranghi su cui indugia l’ artista, sino a dipingerne i singoli peli del manto rossastro, sono rappresentati nell’ “atto di pensare”? e i leopardi, i gabbiani, le orche marine, pensano? ? Queste sembrano essere le domande che le opere di Susanna Micheletto vogliono porci. E in effetti, che ne sappiamo? quali pensieri elaborano i dromedari masticando fieno accovacciati sulla sabbia in attesa di ripartire nelle loro lunghe marce attraverso il deserto? quali concetti soggiornano nei minuscoli occhi degli elefanti? cosa attraversa la mente delle tigri, quelle sesse che ci degnano d’ un distratto sguardo obliquo nelle rappresentazioni dell’ artista? ecco, credo che davanti alle opere di Susanna Micheletto, non si possa non avere l’impressione che le creature che ricambiano lo sguardo dell’osservatore non solo siano in grado di pensare, ma ci stiano comunicando qualcosa di preciso. Cosa, non è dato sapere: nelle immagini proposte, gli animali, che vediamo quasi sempre immersi nel fogliame per dirci che non si tratta di animali rinchiusi in uno zoo ma sorpresi in libertà, stanno tentando di prendere contatto con noi, forse con pensieri che percorrono un’altra logica, dato che ovviamente attingono a stati di coscienza che non sono i nostri..pur emergendo da strutture anatomiche identiche alle nostre. Le opere lasciano così nell’ osservatore interrogativi struggenti, come a chi si fosse affacciato anche solo brevemente sull’ orlo di un abisso; e l’abisso è lo sguardo imperscrutabile di esseri che vorrebbero parlarci, dirci qualcosa- e forse lo fanno, ma noi non li sappiamo capire.

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