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DOPO LA CADUTA…. marzo 21, 2015

Posted by marisadibartolo in Uncategorized.
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Chiarisco: non sono stata realmente “malata”. Sono solo scivolata sul pavimento incerato per correre ad aprire la porta. Bam!! cado lungo distesa tipo  Stephen Hawking nel film “La  teoria del tutto”, la prima volta che cade (nel film quella caduta era già sintomo della sua “malattia del motoneurone”) . Scrivo tutto questo perché se qualcuno legge qui significa che ha niente da fare e quindi mi dilungo. Dunque, cado e subito sembra che non mi sia fatta nulla, o meglio così volevo credere rifiutando rigorosamente l’idea di essermi potuta rompere qualcosa. Ma dopo 5 giorni capisco che una radiografia ci sta tutta. Ovviamente non ho nessuna malattia del motoneurone  ma i raggi evidenziano una fine “incrinatura” della capsula  omero-scapola sinistra. Mi libero subito di una specie di imbracatura immobilizzante e contando sulle forze della natura proseguo la mia vita come al solito, anche se con un po’ di ovvia prudenza. Ora sono quasi “normale” ; che il braccio sinistro mi crei ancora  un certo imbarazzo (ad esempio devo stare attenta a non usarlo e meno che mai urtarlo) ca va sans dire .

Ma non è di questo che voglio parlare! Entro nel merito : mi sono trovata fuori fase, bisognosa di aiuto in diverse cose, ad esempio nel mettermi una giacca e simili. E il mio essere fuori fase mi ha fatto capire molto più di prima come sono gli altri, cioè le persone intorno a me. Ad esempio ho visto nello sguardo di alcuni un certo compiacimento, in altri l’atteggiamento di chi sembra voler ritenere che io debba rimanere “così” a tempo indeterminato. Io stessa purtroppo mi rapporto agli altri in maniera anomala, ad esempio ho trattato nervosamente una cara amica.Le ho subito chiesto scusa ma lei non ha digerito la mia improvvisa sgarberia ( anche se chiaramente collegata all’ incrinatura della capsula) :  ha risposto alle mie scuse dicendo che non intende comunicare più con me. Amen.

Ripeto: l’ incrinatura alla capsula mi ha aperto gli occhi su varie situazioni. Ad esempio l’ amica di cui sopra probabilmente già prima  tollerava a fatica le mie telefonate, perché è davvero molto indaffarata, tra figlie generi marito, gatti e cane,  soggetti tutti per i quali lei cucina di continuo. In passato non aveva tante bocche da sfamare alla sua tavola; i due generi sono ospiti fissi solo da qualche tempo. L’ impegno costante costringe  la mia amica a uscire presto per fare la spesa ; quindi  cucina mattina e pomeriggio per essere all’ altezza degli appetiti del folto gruppo. Con queste premesse, è  chiaro che  non ha più molto tempo per stare a chiacchierare al telefono come faceva prima. Ora la vedo una sorta di Penelope circondata dai Proci, presumo ben accetti visto che di sicuro “contribuiscono” al quotidiano menage.  Avrei dovuto rispettare i suoi (nuovi) tempi, e invece ho interpretato come freddezza nei miei confronti il fatto che non fosse mai disponibile.  La prendevo persino un po’ in giro dicendole scherzosamente che se avessi telefonato al Viminale avrei avuto miglior ascolto.

E tuttavia… : a un certo punto sono esplosa e le ho detto:”Ma tu non sei un’amica!!” ecc.ecc. Inutili le mie immediate scuse. Pazienza..!

Ma mi viene da pensare che forse neanche prima era davvero un’amica. Forse ha solo colto una buona occasione per liberarsi di una persona con la quale non aveva più voglia di parlare. Sapete? vivo lo stesso!

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