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All’ Upim o Standa … il Sole picchia forte!!! maggio 19, 2015

Posted by marisadibartolo in Uncategorized.
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Lo devo scrivere  !! non c’è limite alle sorprese che un grande magazzino può procurare. Piccola cronaca mattutina: inganno i dieci minuti che mi separano dall’ appuntamento con una cara amica entrando in un’ Upim o Standa (forse fuse insieme, non l’ho ancora capito bene). Per prima cosa vedo teli tipo mare (evidentemente frutti di stagione )e ne prendo due uguali, guardandomi intorno senza vedere le casse. Scendo certi gradini che portano alla zona alimentari e lì compro una piantina per la mia amica, chiedendo se posso pagare anche gli asciugamani. Mi dicono di no; metto gli asciugamani nella stessa busta della pianta  e risalgo, pensando di comprare qualcos’ altro;  girellando mi avvicinano senza rendermene conto alle vetrate di uscita. A questo punto mi blocca un’ addetta dall’ aria feroce che mi chiede di seguirla, accusandomi di voler rubare gli asciugamani. Siccome impiego un po’ di tempo a capire, annuncia che chiamerà la capa del magazzino e i carabinieri. A questo punto capisco che crede davvero che io sia una ladra e offesissima le dico “Ma si tenga i suoi asciugamani!!” , restituendoglieli un po’ bruscamente. Arriva la capa-Upim e anche due carabinieri , bellissimi in alta uniforme. Spiego che non conosco il grande magazzino, che non mi ero accorta di aver spinto la porta dell’ uscita,  mentre i discorsi diventano sempre più surreali. All’ addetta dall’ aria feroce chiedo “Ma possibile che io le sembri una ladra?” e lei dice “Sì!” , chiedendomi come mai avevo messo gli asciugamani nella stessa busta (trasparente) della piantina.  I due carabinieri sembrano imbarazzati, mi fanno domande e mi chiedono i documenti. Sulla carta d’ identità leggono “Professione giornalista”  e questo forse li spiazza un poco. Fanno molte telefonate dai loro strumenti, mentre la capa-Upim mi intrattiene con tono apparentemente gentile, forse per capire se sono davvero una ladra d’asciugamani o davvero una giornalista, mentre l’addetta mi osserva digrignando i denti. Infine   esplode con un “E non si faccia mai più vedere qui!” che interpreto come una conclusione dell’ incidente.Io con tono lievemente sarcastico rispondo “Su questo può stare tranquilla”.                 Infine (dulcis in fundo)  i carabinieri mi chiedono se voglio comprare gli asciugamani, se ricordo il prezzo  e se ho i soldi. Io dico di sì e mi metto in coda fino alla cassa, dove rivedo la commessa schizzata. Pago e la transazione avviene in silenzio. Alla fine esco coi miei asciugamani.. un po’ stordita dall’ avventura, che interpreto come un colpo di sole sulla testa della commessa. Mi accorgo che i carabinieri mi scortano fino all’uscita.. non so per essere certi che io non rubi o per evitarmi ulteriori aggressioni da parte della commessa. In ogni caso  davvero… Upim mai più!!

Sotto il sole di Maggio!!! maggio 15, 2015

Posted by marisadibartolo in Uncategorized.
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Una delle cose più strane della vita è che in fondo… ci si rassegna a tutto..! frustrazioni, delusioni… lutti persino!!! l’amica più cara evapora nel nulla senza ragione, i figli lontani non san più chi sei (o quasi).. e chi amavi …beh! diciamo che ha altri gusti!! A questo punto il lettore di questo blog potrebbe pensare che io sia persona sgradevole,  indisponente… eppure… credete, lo dico senza presunzione, vorrei conoscere una persona come me. Non la conosco, e tuttavia, come dicevo, ci si rassegna. Forse non bisognerebbe vivere in una città così grande, nella quale ogni cosa sognata sembra  poter  accadere (o dover accadere) e invece non succede niente… si naviga nel nulla, un nulla pieno di silenzio.. o quasi.                            Ho scritto “quasi” perché l’unica cosa che percepisco in questo nulla sono alcuni rumori.. sia rumori di fondo (macchine che passano ) che rumori di cancelli che sbattono, poi passi.. passi  veloci, passi più lenti, come di  chi non sa dove andare. A volte sento voci di gente che litiga,o di  persone che chiacchierano in cortile di notte oppure di giorno al sole, oppure sento il brontolìo di un certo marchingegno -attivato  non so da chi-  che lucida il pavimento di marmo dell’ androne.                     Quindi molti sono gli accadimenti, solo apparentemente banali, nell’ apparente deserto.                                                 Ad esempio, è notevole il fatto che condomini e addetti ai servizi stiano molto al sole, per cui  risultano perennemente abbronzati, specie alcuni che per loro esotica etnia lo sono già di natura. Infatti (cosa che pochi sanno) i nativi di talune zone del  mondo, sudamericani e nordafricani, pur essendo già scuri, amano abbronzarsi e diventare ancora più scuri. Così in questo  cortile si vedono inservienti e lavascale scurissimi chiacchierare tra loro immobili sotto il sole, tipo le celebri  “sentinelle in piedi”,  con le maniche arrotolate sin sulle spalle,  esibendo neri muscoli poderosi sotto lo sguardo di pallide signore, quelle che non si abbronzano neanche a bastonarle.                                                                                          Ma, come dicevo, a tutto ci si rassegna, anche a non riuscire ad abbronzarsi. Tuttavia…rassegnati sì, ma fino a un certo punto! Bisogna continuare a lottare. Lottare per abbronzarsi almeno un poco, lottare  perché non svaniscano le lentiggini e i bei pensieri. Lottare per continuare ad amare chi non ci ama affatto, lottare perché non si perdano i doni che Dio ci ha dato. Lottare perché ci sia ancora qualcuno che vorremo vedere domani, anche se costui .. potrebbe non accorgersi neppure che siamo lì, e che abbiamo aspettato tanto sotto il sole nella speranza di rivederlo..                                           Ma finché “ride maggio sotto un cielo di turchese” .. tutto è possibile!                                                                               E la malinconia, dopo tutto, non ha mai ammazzato nessuno. (Lo so, si fa per dire).                                                         Al contrario, pensate come sarebbe triste , tutt’ a un tratto, accorgersi di non amare più.