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Un pezzullo noioso.. ma che scatena la fantasia! luglio 1, 2015

Posted by marisadibartolo in Uncategorized.
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Il nostro pianeta è continuamente bersagliato da lampi radio rapidissimi e potenti provenienti da misteriose sorgenti distanti 8 miliardi di anni luce da noi. Li ha individuati un gruppo di ricerca internazionale del quale l’Italia fa parte insieme a Regno Unito, Germania, Australia e Stati Uniti. Per l’Italia hanno partecipato il Sardinia Radio Telescope (Srt) dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e l’università di Cagliari. Le osservazioni di questi studiosi  sono basate soprattutto sui dati acquisiti dal radiotelescopio australiano Parkes, la cui antenna ha un diametro di 64 metri. Il radiotelescopio è il cuore del Consiglio delle ricerche australiano, Csiro.                                                                                                                                    Secondo i ricercatori i lampi arrivano da molto, molto lontano nello spazio e nel tempo. La loro origine risalirebbe infatti all’ epoca in cui l’Universo aveva poco più della metà della sua età attuale, stimata in 13,7 miliardi di anni. I segnali provengono quindi da distanze che vanno ben oltre la nostra galassia, come ha rilevato il coordinatore dello studio Dan Thornton, che lavora tra Inghilterra e Australia. I lampi infatti raggiungono la Terra con impulsi isolati e brevissimi, della durata di pochi millisecondi. Per ora non siamo in grado di determinare le cause esatte delle esplosioni origine delle frequenti emissioni radio che inondano l’ Universo, ma di certo alla fonte ci sono eventi estremi che smuovono  grandi quantità di massa e di energia. ” Non ne sappiamo ancora molto ma queste osservazioni rappresentano di per sé un fatto nuovo”, commenta Nicolò D’amico, dell’università di Cagliari e responsabile del Sardinia Radio Telescope. ”E’ la prima volta infatti– spiega – che si osservano lampi di onde radio a distanze cosmologiche. Tale evento ci ha spinto a formulare una nuova classe di oggetti, mai studiati prima, caratterizzata dalla loro straordinaria frequenza. ”. “All’ inizio”, prosegue, ”potevamo ritenere che l’ osservazione di questi lampi radio fosse un dato eccezionale, ma ora sappiamo che ovunque si punti lo strumento nel cielo ne troveremo qualcuno. Quindi  un semplice calcolo  statistico ci fa concludere che  i lampi radio sono estremamente frequenti”.  La loro sorgente resta misteriosa e molti gruppi di ricerca sono impegnati nelle indagini. Dan Thorton conclude che le sorgenti ”potrebbero essere stelle di neutroni o anche buchi neri, oggetti in cui la materia si trova in condizioni estreme. Ma questo è tutto ciò che possiamo dire. Prima di capire esattamente da cosa vengono generati, c’ è ancora molto lavoro per gli astrofisici. ”.

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