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Miracoli africani… ottobre 22, 2015

Posted by marisadibartolo in Uncategorized.
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Quanto segue è la cronaca di un viaggio non mio, ma di come me l’ha raccontato il protagonista, un caro amico, modesto impiegato povero di fantasia, e quindi, a mio giudizio, più credibile in merito a quanto segue.                                            Questo racconto in realtà può non significare nulla di speciale, oppure può avere profondi significati: ma non perdiamoci in chiacchiere, ed entriamo subito nel merito della nostra storia. Il caro amico di cui sopra, che potremo chiamare Ken (come il fidanzato di Barbie), si trovò in un certo momento della sua vita tristissimo ed infelice, per via della sua situazione professionale (temeva di essere licenziato) e del suo matrimonio sul punto di spezzarsi ( la moglie si era invaghita di un altro uomo, un ricco avvocato di bell’ aspetto). Il mio amico decise così all’improvviso-convinto dalla pubblicità di un’agenzia di viaggi- di partire per una breve vacanza, venduta come  “Attraverso il deserto con tutti i confort”. Convinto di avere veramente necessità di “staccare”, Ken si diede quindi per malato (“sindrome disforico reattiva ” secondo la benevola diagnosi medica) e prese le mosse con un gruppo di persone come lui ansiose di attraversare il deserto. L’Agenzia aveva distribuito i viaggiatori in due jepp,guidate da “esperti ” locali, cioè due neri maestosi, del tutto privi di conoscenze linguistiche, ma, secondo l’ Agenzia, abili autisti. Tuttavia, per qualche motivo, dopo un certo numero di kilometri i passeggeri sembravano via via più inquieti, anche perché tutt’ intorno davvero non c’era altro che deserto, e ardua qualsiasi forma di comunicazione con gli autisti, tanto che a un certo punto la prima jepp fece dietrofront e tornò indietro. La jepp di Ken invece proseguì, anche se non erano previste tappe in bar o ristorantini, per il semplice fatto che non esisteva nulla del genere sino al villaggio di destinazione, fornito, secondo l’ Agenzia, d’ogni auspicabile risorsa . Ken, dopo aver seguito con lo sguardo la prima jepp che prendeva la via del ritorno, si rassegnò coraggiosamente, confortato dalla presenza dei compagni di viaggio. Ma a un tratto spuntò all’orizzonte una nuova jepp: era quella di un gruppo che dopo aver scorazzato nel deserto secondo il programma dell’Agenzia, tornava felicemente in albergo, a 200 km di distanza. E qui accadde un evento imprevisto: i compagni di Ken (le persone cioè viaggiavano sulla sua stessa jepp) decisero di associarsi a questo gruppo, lasciando Ken solo col suo autista gigantesco. Infatti questo autista non aveva voluto saperne di tornare indietro:  a gesti aveva fatto capire che lui era stato pagare per andare sino a una certa micro-oasi, sorta di stop obbligatorio con tanto di palme oscillanti e nativi che  avrebbero venduto le loro cianfrusaglie.                                                                      Ken si adattò alla situazione, anche perché aveva notato che l’autista, in alto sopra il volante, teneva un lungo coltello, sorta di scimitarra ricurva che- questa la spiegazione- avrebbe potuto servire a tagliare d’ un colpo solo la gola ai cammelli. Infatti,  nel caso ci si trovi nel deserto senz’acqua, pare sia costume sacrificare i cammelli, che han sempre un po’ d’acqua in una certa sacca nel collo. Ken non vedeva cammelli in  giro, ma la scimitarra lo convinse a mantenere il programma dell’Agenzia col suo autista, che dopo tutto pur silenzioso non aveva l’aria pericolosa (scimitarra a parte). Anzi, ripreso il viaggio, l’autista mostrò di gradire un po’ di conversazione: cioè sembrava apprezzare ciò che Ken poteva dirgli di sé e del mondo lontano al di là del deserto e del mare. Sembrava incuriosito  dalla vita personale di Ken, il quale anche per riempire il vuoto del deserto e del tempo si spinse sino  a raccontargli del suo matrimonio in crisi, della vita in ufficio, e persino dell’uomo che sembrava ormai essere il nuovo fidanzato della moglie. L’autista ogni tanto interrompeva Ken dicendo “Everything ok ” ,  per far capire che seguiva con attenzione le sue confidenze, oppure perché non conosceva altre parole inglesi. Giunti come Dio volle a destinazione prima che il gelo della notte del deserto si facesse sentire, in cambio di una lauta mancia l’autista dispensò abbracci e sorrisi , e congedò infine Ken, rassicurandolo con ripetuti ” Everiting ok” in merito alle sue preoccupazioni matrimoniali e d’ ufficio.                                                                                                                                       Ora, Ora, per Ken non ci furono nuovi eventi in quei giorni di ferie, a parte il fatto che il nostro eroe si sentiva sollevato proprio perché si stavano concludendo. E infatti il ritorno alla vita d’ufficio comportò una novità : il suo superiore diretto era crollato all’improvviso, fulminato da un infarto, il giorno stesso del rientro di Ken, facendo diventare il nostro, così salito di grado,  capufficio di se stesso. In realtà Ken da anni sapeva di meritare quella promozione, che tuttavia giungeva inaspettata, tanto che Ken evocò l’ every thing ok dell’autista,ritenendo fosse stato di buon auspicio. Ma le sorprese non finirono qui: deciso a comunicare la promozione alla moglie- che ne avrebbe tratto vantaggio pur quasi separata- se la trovò piangente tra le braccia non appena dischiusa la porta (prima cioè che lui potesse rivolgerle la parola) . Infatti  l’uomo che aveva pensato di sposare era stramazzato al suolo mentre prendeva il caffè  al bar. “Ma tanto- aggiunse poi la donna– non ti avrei mai lasciato, ho sempre amato solo te“.  Everything ok!!

Mentre il marito guarda la tv… ottobre 20, 2015

Posted by marisadibartolo in Uncategorized.
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La vita.. ovvero l’esistenza se preferite…per molte donne scorre in maniera ripetitiva, potremmo dire sempre uguale..una vita in cui , mentre il marito guarda la tv- tutto si ripete tra una telefonata e un sogno.. tra l’incontro con un’amica sedicente psicologa e il racconto di un amore che forse non fu mai tale, eppure continuamente progettato come la scrittura di un film nell’ immaginario di un fantasioso  regista..  una vita che quindi non è vita ma pura immaginazione, e persino fanciullesca attesa.. Nel tessuto di queste vite c’è la necessità di comunicare, raccontare…e su questa necessità si edificano a volte grandi amicizie,  tra donne che quasi senza rendersene conto depositano il tessuto dei loro giorni e dei loro anni nelle orecchie attente di una o più amiche, che ricambiano tanta fiducia con un’interrotta disponibilità all’ascolto, e il conforto di qualche parola gentile, e persino veri  suggerimenti di vita, quasi sempre ragionevoli, di rado sbagliati. Su questo quadro idilliaco, aleggia in primo piano la figura del marito, comprimario di un paio di figli/e esigentissimi e di un cane, anche lui con esigenze improcrastinabili e ripetitive. Queste signore inoltre, per farsi benvolere, devono sottostare all’imperativo categorico a far tutto da sè, dall’ uscire per fare la spesa, all’ andare in banca, al cucinare, al portare sotto il cane ecc.ecc. (Non sia mai che qualcuno osi pensare a donne di servizio, colf e simili dispendiose prestatrici d’opera: una vera signora fa tutto da sé, per il gusto di sentirsi attiva ma soprattutto per risparmiare).                                                                              Finché tutt’a un tratto.. l’idillio si spezza, come un bicchiere di cristallo… da tempo incrinato. La signora non dorme bene.. non si sente bene.. e poiché dal medico si va sempre gratis..- siamo tutti mutuati, no?-  è giusto utilizzare il Sistema Sanitario Nazionale. Approfittiamone!  Meglio farsi controllare ogni tanto..perché tenersi quello strano dolore, che non  ti lascia dormire, neanche con una compressa di melatonina? quindi giustissimo seguire il suggerimento del medico-  un medico bello e simpatico- che consiglia una radiografia. Dalla radiografia discende la necessità di una biopsia, per capire bene cos’ è quella macchia vicino alla pleura.. anzi, si può fare di più: un intervento estirperà tutte quelle brutte cellule, e la signora tornerà come nuova.                                                                                                                                                 Dopo l’intervento, la signora infatti è contenta. Sa che insieme alle cellule è le stato tolto un linfonodo, un coso grosso, che non  aveva per niente una bella faccia. Via tutto, ora bisogna aspettare la seconda radiografia. Intanto però…bisogna tener presente che in ospedale si va per guarire, ma a volte ci si ammala anche.. forse solo un po’. Effetto collaterale?  Insomma adesso la signora ha la polmonite: ma è quasi normale, in ospedale  la polmonite è d’obbligo, la prendono tutti, è una polmonite speciale, dovuta a un virus che circola tra i letti delle corsie. Difficile estirparla:  ma per la polmonite ci sono comunque gli antibiotici. Una flebo fissa farà scendere goccia a goccia tre tipi di antibiotici nelle vene della signora, che per respirare meglio verrà aiutata con un po’ d’ossigeno. Quello strano dolore toracico c’è sempre, ma non è detto che sia lo stesso che la signora lamentava prima dell’intervento: quello di adesso è dovuto a un accumulo di liquido tra il polmone infiammato e la pleura. Pleurite, quindi? niente paura: a ben vedere,  anche la pleurite era nel preventivo: se hai la polmonite hai anche la pleurite.  E anche per la pleurite ci sono soluzioni:  a tutto c’è rimedio. Infatti stamani alla signora han fatto un’ anestesia toracica per poterle fare un buco tra polmone e pleura, in modo da  infilare nel buco una cannula dalla quale fuoriesca il liquido prodotto dalla pleura infiammata. Pur con l’anestesia (locale) la signora ha sofferto parecchio,ma non si lamenta. Meglio l’intervento – mi dice-  meglio la polmonite, la pleurite e la cannula, meglio l’ospedale  che stare a casa a spignattare, cucinare e portar sotto il cane, mentre il marito borbotta guardando la tv.

Smascherati!!! ottobre 11, 2015

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SILURARE MARINO!! ORA SI PUò!
Non sono necessarie approfondite analisi né sesti sensi per capire che “qualcuno” in alto loco deve avercela avuta con Marino “da mo’” (come dicono a Roma) e che a questo “qualcuno” non restava che aspettare il momento giusto per “silurare ” il Sindaco.
Inventarsi la storia degli scontrini o della città “disastrata” (le buche ci sono sempre state!) non è sufficiente, non può essere la vera ragione che ha reso Marino tanto inviso.. a chi? se lui era il Sindaco, non poteva essere inviso a se stesso. A chi allora?
Ci ho pensato, e credo di aver capito chi aveva da un pezzo condannato Marino. State attenti: non si tratta di uomini d’affari, non si tratta di albergatori: è da molto in alto che Giove Capitolino ha lanciato i suoi strali impietosi. E cioè: il Sindaco mesi fa è stato alle prese con un problema di coscienza: può o non può il sindaco dell’ Urbe celebrare unioni, matrimoni cioè, tra persone dello stesso sesso? non sarà per caso disdicevole, si arrovellava Marino, celebrare questi matrimoni proprio nella città del Papa, del Vaticano, del Giubileo? <<Ma guarda – devono avergli detto- che in tutto il mondo ormai ci sono uomini che si sposano tra loro e donne idem, proprio sposati in Chiesa con tutti i crismi ecc>>.(E in Germania si va anche oltre, si può sposare il cane o il gatto, perché così se premorite al caro animaletto il vostro quadrupede o uccelletto o pesce rosso eredita tutto e quindi tra i parenti ci sarà chi sarà obbligato ad averne amorosa cura).
Ma torniamo a noi. Qualcuno convince il Sindaco che sarebbe un po’ troppo ” retrò ” rifiutarsi di celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso; Roma deve pur essere una città moderna, ecchediamine! lui nicchia ma ritiene infine non troppo compromettente trascrivere sui suoi registri matrimoni già celebrati all’estero tra cittadini romani o residenti. Brindisi, foto, tutti felici, ma….
Qualcuno però capisce che è stato fatto solo un primo passo verso.. i “matrimoni gay”. Da un pezzo infatti tra gli insulti a Marino campeggia quello di “frocio”, anche se ha moglie e figli e una vita riservata e normalissima, ed è un cattolicissimo frequentatore di messe comunioni ecc. almeno quanto Renzi. Infatti una sussurrante voce si era levata dalle segrete stanze del Vaticano per invitarlo (con molta discrezione) a NON TRASCRIVERE I MATRIMONI tra OMOSESSUALI. Lui ci aveva rimuginato un po’ ma forse pensando che si trattava di una semplice trascrizione li aveva poi registrati. Beata innocenza!! non immaginava che quelle semplici trascrizioni ( stava facendo solo il suo lavoro) sarebbero rimaste come un’ombra sul suo capo. Infatti…si è visto . Ma siamo in Italia, no?

ottobre 3, 2015

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RIPROVO A PUBBLICARE::!

Dal Guatemala, al Kurdistan, dalla Nigeria al Nepal, dal Lesotho all’Argentina… e a proposito del disastro ultimo in Guatemala,…ci sono sempre responsabilità italiche, ovvero responsabilità dirette targate Impregilo.
Attualmente, nel caso del Kurdistan, una delle principali opere in fase di realizzazione, la cooperazione italiana nei paesi in via di sviluppo, intimamente legata alle politiche neoliberali di morte e distruzione, porta direttamente al progetto idroelettrico di Chixoy e alla repressione militare degli indigeni del Guatemala.
Tra il 1976 e il 1982, l’allora Impresit-Cogefar partecipò in consorzio con l’impresa tedesca ‘Lahmeyer Consulting Engineers’ ai lavori di costruzione della diga di Chixoy, nel dipartimento
guatemalteco dell’Alta e Bassa Verapaz, dove le comunità indigene Maya Achí avevano vissuto per centinaia d’anni. Oggi, quella di Chixoy è una delle centrali idroelettriche prese ad esempio a livello mondiale per dimostrare come i grandi progetti finanziati dagli organismi finanziari internazionali nel Sud del mondo abbiano generato effetti disastrosi sulla natura e sulle
comunità, creando spirali debitorie che condannano i 4/5 della popolazione del pianeta al sottosviluppo e alla miseria. La nostra Impregilo può vantare una medaglia al valore in questa impresa distruttiva: appoggiò la dittatura militare malgrado le denunce sulle violazioni dei diritti umani da parte della giunta militare guatemalteca e nonostante il progetto per la diga di Chixy fosse direttamente gestito da appartenenti alle forze armate, anche per la chiara volontà di controllo statunitense sul mercato di esportazione . Quando massacri e sparizioni ebbero la meglio sulla resistenza dei nativi la diga fu infine costruita (in un clima di terrore e intimidazione); ma prima del completamento dei lavori da parte della Cogefar-Impresit, gli squadroni della morte avevano già ucciso a Rìo Negro più di 400 persone; nell’area di Rabinal, capoluogo della regione in cui fu realizzato il bacino, vennero uccise circa 5 mila persone in meno di due anni.
Infine, dulcis in fundo: fu avviato un piano di deforestazione che aggravò la situazione ambientale della regione, già colpita delle modifiche climatiche generate dal bacino artificiale. Il generale Rios Montt ordinò infatti che gli alberi fossero tagliati e sradicati per una profondità di 50 metri da entrambi i lati delle principali strade della regione per impedire attacchi guerriglieri ai convogli militari.
“La mancanza di valutazione d’impatto ambientale all’epoca della costruzione” – si legge nel rapporto degli osservatori internazionali – “si riversa oggi sull’ ecosistema e sulle comunità che vi vivono. L’area è completamente deforestata ed è cambiato addirittura il ciclo delle precipitazioni annuali”. “Possiamo parlare di un vero e proprio ‘debito ecologico’ dell’Italia rispetto a questo paese” ha denunciato efficacemente la Campagna per la riforma della Banca Mondiale, per sottolineare le nostre responsabilità. Ci meravigliamo? se ci siamo di mezzo noi, è inevitabile che ci siano traffici poco chiari. Infatti, all’ espansione dei costi della centrale idroelettrica realizzata dalla Cogefar-Impresit, secondo un’indagine in corso, avrebbe contribuito un presunto giro di tangenti (tra i 350 e i 500 milioni di dollari) versate a favore di politici e militari guatemaltechi. E anche qui, nessuno stupore: è cosa nota quanto siamo bravi in attività di corruzione a colpi di tangenti.
Ma noi siamo qui al caldo e all’asciutto, mentre col contributo della nostra criminale disinvoltura (quella appunto targata Impregilo) in Guatemala la gente (cioè uomini donne e bambini) annegano in fiumi di fango.

Acqua dalle profondità di Marte? settembre 30, 2015

Posted by marisadibartolo in Uncategorized.
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Finalmente qualcosa di nuovo! Dopo aver detto “Acqua scorre su Marte” e poi “Acqua ghiacciata salata affiora su Marte” ora  pare che in realtà  su Marte si trovi vera e propria  acqua salata, e per di più in grado di scorrere in misteriosi rivoli, che aumentano e diminuiscono a seconda di quanto il pianeta venga illuminato dal Sole. In realtà i media (cioè gli astronomi) non han dato molte spiegazioni: quell’acqua, ghiacciata e salata c’è,  e tanto basta.      Tempo fa avevo letto di piante su Marte alte chilometri (per via della scarsa gravità); poi di facce enigmatiche che parrebbero opera di misteriosi scultori; oggi in internet ci viene mostrata la foto di un femore enorme, quasi vestigia di un mostruoso mammifero, forse divorato da altre creature, anch’esse scomparse e anch’ esse enormi. Ma mesi fa era stata pubblicata la foto di un esserino di tipo umano, una sorta di donnina rannicchiata seduta su un masso (di Marte, ovvio). Dov’è finita? che sia scappata, e si sia trascinata in una delle caverne di Marte, forse per sfuggire ad altri occupanti del pianeta rosso, o per paura di essere vista da noi?                                                                                          A questo proposito, un fantasioso scrittore di fantascienza (nessuna paura, sono sempre io) ha elaborato un’interessante ipotesi. Gli abitanti di Marte non solo esisterebbero in carne e ossa come noi, ma sarebbero detentori dei segreti di un’avanzata tecnologia, che utilizzerebbero  non solo per finalità loro ma anche per risultare invisibili ai occhi curiosi terrestri. Cioè: i “marziani” nostri vicini di casa avrebbero la capacità di produrre  ologrammi  capaci di simulare quel che appunto crediamo di vedere puntando i nostri telescopi su Marte: rocce, aree desertificate, canali in cui scorrerebbe di tanto in tanto la famosa acqua salata. Questi scenari in realtà  non sarebbero che  immagini tecnologicamente elaborate per tacitare la nostra curiosità, per nascondere trascendenti ma concrete città simili a quelle descritte nei Veda, e come quelle popolate da esseri alati o che  si muovono su carri volanti, saettando tra le guglie di edifici galleggianti tra le nubi. Il nostro scrittore nota infatti che le immagini marziane che vediamo al telescopio non sono sempre le stesse, mentre, sentenzia il nostro scrittore, “dovrebbero” (non spiega perché, ma così dice). Vado quindi a dare un’occhiata al telescopio e a sfogliare la Bagavag Gita per essere più precisa.

LUNA… settembre 15, 2015

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Guarderò la Luna?? Forse stasera riuscirò a guardare la luna. La Luna!! l’amica dei poeti, degli amanti infelici, l’amica di qualsiasi uomo o donna che si senta solo e incompreso in questo mondo. Ci dev’essere una ragione per la quale ci si sente spesso soli e infelici. Una o più d’una!! Robin Williams se ne è andato e il mondo lo piange. Certo, un grande: ma i suoi film erano pure l’ opera di registi, sceneggiatori, costumisti, scrittori, finanziatori. E tuttavia è giusto piangere un uomo che ha sofferto. E’ giusto piangere chi muore mentre sarebbe stato più giusto che continuasse coraggiosamente a vivere. Ho appena visto un atroce filmato in cui non so quali guerriglieri eliminano una ad una non so quali vittime, certamente gente che tenta di difendere i propri diritti. I guerriglieri sparano loro alla testa e poi li buttano in mare. Oppure li mettono tutti in un fossato e poi sparano ripetutamente finché non sono certi che siano ben morti. Forse dovrei saperne di più. Altrimenti quella gente è morta per niente. Altro che guardare la luna…

Papa e lacrime… settembre 10, 2015

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Devo avere qualcosa che non quadra. Che si tratti di un malfunzionamento del corpo calloso, che unisce i due emisferi cerebrali? Uno dei sintomi principali del malfunzionamento  è che il celebrato Francesco non mi fa nessun effetto. Può dire cosa vuole, far sposare i gay, assolvere i divorziati… niente!                                                                                                 Ad esempio, ho letto poco fa che Francesco ha pubblicato un elenco in cui distingue sette tipi di lacrime. In un primo tempo leggendo l’articolo ne trovo solo due : quelle  di Compassione (la numero 5) e quelle di Consolazione (la numero 6). In realtà, si passa subito alle Lacrime di Beatitudine (n.7), mentre non trovo traccia delle prime 4, che dovranno pure essere da qualche parte.      Ma ecco, all’ improvviso, il miracolo: le ho trovate!!! Ho trovato tutte le altre lacrime, in bell’ ordine. Ecco qua:

1)LACRIME DI GIOIA

2). LACRIME DI PENTIMENTO

3) LACRIME DI INQUIETUDINE D’AMORE

4.) LACRIME DI FEDELTA’.

Come chiunque può capire, si tratta di un vasto discorso che val la pena di approfondire. Quindi finirò con calma la Santa Discettazione del Papa. A dopo quindi.

Meraviglia delle Meraviglie!! agosto 26, 2015

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Ogni volta rimango stupita dalla meraviglia che sembra cogliere il cosiddetto “grosso pubblico” (orrenda espressione) quando viene comunicata la scoperta di qualcosa di insolito, tipo guglie e mura di una città che affiora dal fondo sabbioso di un oceano, o scheletri giganteschi racchiusi in una parete rocciosa, o l’inoppugnabile prova di un manufatto datato migliaia o milioni di anni. Ma scusate, cosa credevamo, che noi, il mondo, la storia, il tempo, tecnologia compresa, fossero stati generati dal nulla insieme a noi, un paio di migliaia d’anni fa, o quattromila ben che vada? ma chi ce l’ha detto? da dove ci viene tanta arroganza? prima di noi, dagli abissi del tempo, una storia densa di eventi, di intrecci forse attivati da una tecnologia  portata sin qui da abitanti di altri mondi, potrebbe aver  disseminato qua e là- o meglio ovunque- tracce imperscrutabili o vistose, che solo di tanto in tanto l’ acume di qualche scienziato pone brevemente sotto la nostra attenzione- dico brevemente perché subito un’ eventuale  notizia in merito, pur clamorosa viene surclassata, cancellata dall’ ultimo pellegrinaggio di Renzi in cerca di applausi (manco fosse il Papa) o dall’ ultima catastrofe aerea- o dal cliché ormai quotidiano  del barcone greve di disperati in cerca di asilo, che hanno comunque il merito indiscutibile di fornire temi sempre freschi e succulenti  ai talk show serali. Voglio dire: noi viviamo oggi come non fosse successo mai nulla al di là di quanto ci possono dire le stringate recensioni giornalistiche di accadimenti circoscritti a qualche mesetto fa. Ma.. e prima? e prima ancora? prima che ci fossimo noi, prima che lo stesso tempo, così come lo conosciamo, fosse?                                   Infatti, a meno di non essere un ragazzino delle medie costretto a sapere tutto di Napoleone, dei Greci e dei Romani o addirittura degli Etruschi e Macedoni, una plumbea nebulosa corte d’insipienza ci avvolgerà in seguito, a meno di non dedicarsi a studi specifici o di diventare un esperto in parole incrociate, di quelli che capiscono subito che “binaria” è una stella doppia e non la moglie del binario. Tuttavia.. e qui torniamo a bomba (brutto anche questo, pazienza) al di là di addetti ai lavori o di persone particolarmente profonde a nessuno interessa la conoscenza del nostro passato, delle antiche radici del tempo che ci ha generato, e forse programmato, progettando il nostro modo di pensare, di essere, di inoltrarci nel futuro. E non solo “non ce ne può fregar di meno”  come direbbero a Roma, ma chiudiamo gli occhi anche davanti a cose che alcuni forse vorrebbero farci vedere… cioè giorno dopo giorno viviamo come se non ci fosse nulla da vedere, al di là delle ricevute bancarie e dell’ andamento dei titoli di borsa cinesi.

Ma… e se non fosse così ? se ci fossero cose importanti che deliberatamente ignoriamo? se i famosi cerchi nel grano significassero davvero qualcosa? se i cosiddetti “alieni”  fossero tra noi, se circolassero indisturbati nei punti chiave del mondo politico, negli ambienti televisivi e teatrali, o se si aggirassero tra la gente nelle varie occasioni che radunano “folle oceaniche”?                                                                                                                                                                             Se così fosse… non ce ne accorgeremmo neanche. Se un essere di altri mondi (presumo simile a noi) ci incontrasse e ci spiegasse che  tutti  i vulcani dalla Terra si stanno sincronizzando e che a breve l’ intero pianeta (questa bella  famiglia d’erbe e di animali) esploderà e tutto il nostro mondo verrà dimenticato, e neppure resterà qualcuno a testimoniare che siamo esistiti… beh, semplicemente non gli crederemmo. Gli diremmo: “Guarda ora ho da fare, ne parliamo domani...”

Ooparts: Elettronica in Mesopotamia e Babilonia? agosto 1, 2015

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certo che sembra proprio un cellulare. Del nostro remoto passato sappiamo molto poco!!! è già tanto che riusciamo a datare con una certa precisione (col metodo del Carbonio 40) quello che troviamo…

"coscienzecosmiche"

Sensazionale scoperta archeologica durante gli scavi a Fuschl am See, in Austria.

Venuto alla luce un oggetto con una iscrizione cuneiforme simile a un telefono cellulare o di cella corrente, le date degli oggetti del 13 ° secolo aC. Stranamente questo tipo di cuneiforme iscrizione è di solito molto più a est in Mesopotamia.

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La posizione del ritrovamento rende più a ovest, dove si è sempre trovato antica scrittura … sollevare domande su come è finito in questa posizione remota.

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Alcuni studiosi ipotizzano che tavoletta di argilla probabilmente inscritto è stato acquistato in un mercato di Babilonia e poi trasportata verso ovest attraverso uno scambio tra gli operatori economici, si ritiene questi potrebbero avere relazioni commerciali con l’Europa centrale in quel momento.

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Coscienzecosmiche

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a che serve la bellezza? luglio 15, 2015

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tutto sommato la bellezza ci fa sentire legittime le pene d’amore.